Un seminario con Paola Anselmi, tra ricerca, esperienza e pratica educativa
Grazie alla ricerca scientifica, oggi sappiamo quanto sia benefico introdurre la musica sin dai primi battiti del feto nel grembo materno. Il suono, che possiede una codifica esclusivamente umana, ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo emotivo e sociale dell’uomo già presso le comunità di Homo neanderthalensis, arrivando persino a rimettere in discussione importanti studi antropologici e sociologici sulla Preistoria.
La connessione tra sviluppo cognitivo e suono è ormai ampiamente dimostrata. Per questo la salute psico-fisica del bambino può essere sostenuta e accresciuta attraverso un’educazione musicale consapevole nei primissimi anni di vita. La musica non è un semplice stimolo, ma un vero e proprio linguaggio relazionale che accompagna la crescita, favorendo ascolto, comunicazione e sicurezza emotiva.
In virtù di questa consapevolezza, il Centro Goitre, che dalla sua fondazione nel 1984 promuove percorsi di educazione musicale per l’infanzia, organizza da molti anni corsi di Musica come gioco per bambini dai 3 ai 5 anni e, da oltre un decennio, corsi di musica per bambini da 0 a 3 anni accompagnati da un genitore.
Proprio all’interno di questo percorso di ricerca, formazione continua e autoformazione, il Centro Goitre ha scelto di invitare, per il seminario annuale con docenti esterni, una figura di riferimento nel panorama nazionale: Paola Anselmi, una delle massime esperte italiane di pedagogia musicale per la prima infanzia e ideatrice del progetto Musica in Culla. Il seminario “La Prima musica” si terrà il 28 febbraio 2026.
Il percorso è rivolto a educatori, insegnanti, musicisti e a tutti coloro che desiderano approfondire il valore della musica nel primo periodo di vita e fino ai 6 anni. Attraverso un equilibrio tra contenuti teorici e proposte pratiche, l’evento offrirà strumenti concreti per accompagnare la maturazione affettiva, relazionale e sonora del bambino fin dalla nascita. Un’occasione preziosa di crescita personale e di confronto con una docente di grande esperienza.
La musica stimola lo sviluppo neurologico, il linguaggio, la coordinazione e la sensibilità emotiva, ma soprattutto rafforza il legame affettivo tra adulto e bambino. Attraverso il canto, l’ascolto, il movimento e il gioco sonoro, il bambino sperimenta sicurezza, attenzione condivisa e comunicazione non verbale.
Per l’adulto, l’esperienza rappresenta un’opportunità significativa per imparare a utilizzare la musica come strumento educativo e relazionale, scoprendo modalità semplici e naturali per accompagnare i primi anni di vita con consapevolezza e informazioni accurate. Musica in Culla non significa “insegnare musica”, ma creare benessere, favorire un ascolto profondo e porre basi solide per lo sviluppo psicologico e cognitivo.
Chi è Paola Anselmi: una pedagogia che nasce dall’esperienza
Paola Anselmi è pedagogista musicale, pianista, clavicembalista e formatrice, specializzata nella didattica musicale per la prima infanzia. È fondatrice e Presidente dell’Associazione Internazionale Musica in culla, progetto che da anni promuove un approccio rispettoso, scientificamente fondato e profondamente umano alla musica nei primi anni di vita.
La sua principale area di competenza è l’educazione musicale per bambini da 0 a 6 anni, ambito in cui unisce una solida formazione teorica alla musica intesa come mezzo di comunicazione spontanea e naturale. Dal 1991 insegna presso la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia di Roma, dove coordina il Dipartimento Prima Infanzia, ed è attiva come formatrice in tutta Italia e all’estero.
Accanto all’attività didattica, ha sviluppato un’importante produzione di ricerca e divulgazione, pubblicando articoli e volumi dedicati alla didattica musicale e alla musicoterapia in gravidanza. Il suo lavoro si estende anche a contesti socio-educativi complessi – scuole, centri riabilitativi, carceri e centri diurni – dove la musica diventa strumento di comunicazione, relazione e inclusione.
Un elemento centrale della sua professionalità è il dialogo costante tra ambiti istituzionali e associazionismo. Da un lato, una formazione arricchita dagli studi presso la Columbia University e la Temple University negli Stati Uniti con Edwin Gordon e Beth Bolton, e l’attività di docente in Conservatori e istituzioni scolastiche; dall’altro, il lavoro associativo, che rappresenta per lei un vero e proprio laboratorio permanente di sperimentazione.
L’associazionismo consente di attraversare contesti differenti, confrontarsi con situazioni sempre nuove e mettere alla prova quotidianamente la validità degli strumenti educativi. In questi spazi è necessaria una competenza pratica profonda, unita alla capacità creativa di adattarsi, improvvisare e ascoltare, perché ogni bambino è diverso, e diversi sono i suoi tempi, le sue reazioni, i suoi bisogni.
In questa visione, la creatività non è fantasia astratta, ma una competenza tecnica essenziale. L’educatore musicale deve saper osservare, accogliere e rispondere in tempo reale, trasformando suoni, gesti e silenzi in un linguaggio condiviso. È questo equilibrio tra sapere e fare, tra metodo e flessibilità, che Paola Anselmi trasmette nella sua formazione: non solo nozioni, ma un autentico atteggiamento pedagogico fondato sull’ascolto profondo e sulla relazione.
Il suo lavoro dimostra che l’eccellenza nella pedagogia musicale nasce quando la conoscenza teorica si intreccia con l’esperienza viva del campo, dove la musica non è qualcosa da spiegare, ma un linguaggio da creare insieme, istante dopo istante.
Per questo, il seminario del 28 febbraio 2026 al Centro Goitre di Avigliana (TO) rappresenta un’occasione preziosa che consigliamo di non perdere.
Iscrizioni entro domenica 8 febbraio.
Tutte le informazioni sono disponibili al link dedicato: https://www.centrogoitre.com/seminario-la-prima-musica/